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Le promesse dei futuri standard wireless
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Le promesse dei futuri standard wireless
Sono in via definizione le specifiche dei protocolli 802.11k e 802.11v, che consentiranno un migliore controllo sulle reti senza fili, sulle loro emissioni radio e sul consumo energetici dei dispositivi impiegati.
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19 Novembre 2007

Due nuovi standard IEEE, 802.11k e 802.11v mirano a migliorare la gestione della wireless LAN. I lavori su entrambi gli standard sono iniziati nel 2002 e sono ancora in corso.

IEEE 802.11k dovrà specificare le modalità di misura delle frequenze radio emesse nell'ambiente circostante dai componenti wireless, come gli access point (AP) e i computer portatili. Ma prevede anche la creazione di metodi che i componenti possono utilizzare per scambiarsi tali misure. Il voto sullo standard è attualmente in corso e l'approvazione finale è attesa per la fine dell'anno o per il prossimo marzo.

IEEE 802.11v definirà i modi di utilizzare le misurazioni dell'802.11k per contribuire a gestire l'ambiente wireless. L'obiettivo è di migliorare l'affidabilità della WLAN, il throughput e la qualità del servizio. Il comitato 802.11v continua comunque a valutare anche caratteristiche supplementari. L'approvazione definitiva è attesa per il 2009.

L'accettazione del wireless crea interferenze
L'uso diffuso di reti wireless ha creato problemi in alcuni uffici, appartamenti e centri commerciali, dove sono presenti molteplici WLAN. E ci si aspetta che la situazione peggiori, vista la crescente diffusione. A questo problema si aggiunge il fatto che oggi sono disponibili dispositivi pre-standard IEEE 802.11n. I segnali IEEE 802.11n hanno un raggio d'azione più ampio rispetto agli standard precedenti. E sono in molti a prevedere che il problema della sovrapposizione delle rete si accentuerà sempre più con l'adozione dei dispositivi 802.11n.

Misure della WLAN e di altri segnali a radiofrequenza
IEEE 802.11k specifica le modalità di misura delle wireless LAN attive in un'area. Una stazione wireless può richiedere che un'altra stazione effettui le misure e compili i rapporti relativi a:

  • Il numero di AP nel raggio d'azione di tale stazione su un determinato canale o su tutti i canali disponibili
  • La forza del segnale da ogni AP
  • Il numero di frame ricevuti durante un determinato intervallo di tempo e i report di tutte le stazioni da cui sono stati ricevuti i frame, il numero di frame ricevuti e la media della potenza del segnale di ogni emittente
  • Il livello di attività della WLAN su ogni canale
  • L'attività radio non collegata alla WLAN su ogni canale generata da apparecchi quali telefoni portatili e forni a microonde che possono interferire con i dispositivi 802.11
  • Statistiche come ritardo medio incontrato durante l'attesa dell'invio, il numero di trasmissioni fallito e il numero di errori di FCS (Frame Check Sequence)rilevati sui frame ricevuti
  • L'ubicazione di un'altra stazione; la richiesta può essere soddisfatta tramite parametri di locazione definiti nella RFC 3825, comprese misure come la latitudine e la longitudine, l'altitudine, o il numero del piano all'interno di un edificio
  • Statistiche su un flusso di frame
  • Gli AP periferici, per preparare una stazione mobile alla transizione verso un altro AP

Tutte queste misurazioni vengono memorizzate all'interno delle stazioni e rese disponibili a chi gestisce la rete tramite SNMP.

802.11v consente le WLAN gestite
IEEE 802.11v fa uso delle misurazioni definite dalla 802.11k per migliorare il throughput, l'affidabilità e la qualità del servizio.

Attualmente, prima di 802.11v, una stazione associa l'AP con il segnale più forte. Ma questo AP può essere sovraccaricato. Gli AP con 802.11v dispongono di un comando che consente di definire a quale AP collegarsi.

I problemi con interferenze da telefoni portatili, forni a microonde o altre stazioni WLAN possono essere talvolta risolti passando su un altro canale. Le stazioni possono utilizzare un nuovo tipo di messaggio per informare un AP dell'interferenza. L'AP può quindi commutare su un diverso canale.

802.11v include un comando che può essere usato da un AP per avere informazioni sui canali radio supportait e sulla loro potenza di trasmissione, sul data rate e sui tipi di autenticazione consentiti. Un altro comando consente a un AP di chiedere a una stazione di riferire ogni volta che si verifica un determinato evento. Per esempio, per fornire un aiuto nella risoluzione dei problemi, un AP potrebbe chiedere a una stazione un report ogni volta che si sposta su un altro AP e il motivo di tale cambiamento.

Risparmiare la carica della batteria
Altri comandi aiutano le stazioni a limitare il consumo di energia. Una stazione può incaricare un AP di aumentare l'intervallo tra i frame di broadcast o di multicast. Le stazioni possono usare questo comando per restare in modalità sleep per periodi più lunghi e quindi risparmiare energia in modo più efficace.

Altre caratteristiche di risparmio energetico dell'802.11v permettono agli AP di effettuare il proxy dell'Address Resolution Protocol (ARP) per più stazioni. Queste ultime possono perciò rimanere in stato di sleep piuttosto che attivarsi frequentemente per rispondere alle richieste ARP. Gli AP possono anche informare le stazioni su quanto a lungo possono restare inattive prima che un AP si disconnetta da loro.

Quando 802.11k e 802.11v saranno entrambi completi, i gestori di reti disporranno di nuovi e potenti metodi per amministrare e ottimizzare le loro reti.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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