
La larghezza di banda si presta a varie interpretazioni. Implicitamente, nella grande maggioranza dei casi rappresenta la massima velocità a cui i dati possono essere trasferiti, sia a una singola interfaccia o attraverso un percorso end -to-end. Ma persino questa chiara idea di “velocità massima di trasferimento dei dati” non è in sé esaustiva. Qualsiasi cosa dal formato del pacchetto, al traffico fra i pacchetti, ai pacchetti rispediti può limitare la velocità di trasferimento effettiva.
L'obiettivo è abilitare le applicazioni agli utenti
finali
In qualche modo, comunque, la larghezza di banda rimane
l'elemento caratterizzante per la maggior parte delle reti. Considerate che
l'obiettivo di ogni rete non è di trasferire i bit ma di abilitare le
applicazioni agli utenti finali. È facile immaginare una rete che abbia
“larghezza di banda” in abbondanza ma lo stesso non riesca a supportare le
applicazioni usando tale larghezza di banda. Il VoIP, che è un'applicazione con
richieste minime in termini di larghezza di banda, ha reso ben evidente tale
concetto.
Perciò la capacità funzionale di trasferire i dati non è il solo sistema di misurare le prestazioni della rete. Certamente la capacità di trasferimento richiesta deve essere presente, ma possono risultare molto più importanti altri aspetti inerenti le performance, come la perdita, la latenza e la modifica delle caratteristiche dei dati. Ecco perchè sta cominciando a emergere una relazione sempre più stretta fra i comportamenti della rete e le prestazioni dell'applicazione.
Ma la velocità di trasferimento di dati rimane criticamente importante per
qualsiasi rete.
In un mondo perfetto con reti perfette, la larghezza di
banda è l'unico aspetto realmente rilevante. Una rete IP in salute e funzionale
che operasse a livello di specifiche mostrerebbe malfunzionamenti soltanto se
fosse costretta ad andare oltre la propria capacità: la congestione inizialmente
porterebbe alla modifica dei dati e quindi eventualmente alla loro perdita. In
questo caso, la soluzione appropriata consisterebbe nell'aggiungere una capacità
supplementare. Ma questo è un evento raro nel mondo dei problemi della rete. È
come il detto che i soldi non fanno la felicità: sembra evidente ma
apparentemente non è mai vero.
L'importanza del Quality of
Service
Le ultime convinzioni in termini di Quality of Service sostengono che il QoS
razionalizzi la larghezza di banda disponibile secondo le necessità delle
applicazioni. Come a dire che il QoS ottimizza in qualche modo l'uso della
larghezza di banda a sostegno delle prestazioni ottimali delle applicazioni. Ma
un'attenta analisi rivela che i meccanismi di QoS sono tipicamente alcune forme
di riduzione selettiva di larghezza di banda: certe applicazioni vedono meno
larghezza di banda in modo che altre applicazioni possano vedere meno traffico.
Non c'è modo che QoS possa aumentare in termini funzionali la larghezza di banda
generale. Infatti, QoS pone la larghezza di banda a un livello premium, sia in
termini economici sia di disponibilità, piuttosto che di aumento di accesso.
Capire la larghezza di banda è essenziale per avere una rete funzionante con utenti felici. La larghezza di banda in sé non è una risposta, ma prestarvi attenzione contribuisce a creare domande ben formulate.
