
Per migliorare le prestazioni della mia rete locale nell’accesso ai file del server avrei pensato di passare alla tecnologia Gigabit Ethernet. Quali interventi e spese comporta l’operazione?
Una rete Gigabit Ethernet supporta prestazioni che in linea teorica possono essere fino a 10 volte superiori di quelle di una classica rete Fast Ethernet. Quale velocità si possa effettivamente raggiungere dipende però dalle periferiche e dalla loro velocità di trasferimento. Per esempio, il transfer rate di un’unità NAS non dipende soltanto dall’interfaccia di rete Gigabit, ma anche e soprattutto dalla velocità del disco interno e dal RAID controller utilizzato.
Con ogni probabilità la rete attuale utilizza il normale cablaggio Categoria 5, 5e o 6 (preferibilmente questi ultimi) che rimane valido anche per Gigabit Ethernet.
Gli interventi riguardano l’adeguamento delle schede di rete, nei dispositivi che montano ancora delle normali Fast Ethernet (100 Mbps), e dello switch di rete, che da Fast Ethernet dovrà passare a Gigabit Ethernet rimanendo comunque retrocompatibile con le schede di rete a minore velocità.
Se i PC o le tratte della LAN erano collegati direttamente allo switch 10/100 integrato in un modem-router, non essendo possibile aggiornare le prestazioni di questo dispositivo, sarà necessario collegare uno switch Gigabit in cascata al modem-router, con una connessione 10/100, e poi attestare i collegamenti Gigabit sullo switch e non più sul modem-router.
Naturalmente il traffico di rete rivolto a Internet, oppure alla rete Wi-Fi (magari servita dalla funzione wireless dello stesso modem-router), transitando per lo switch 10/100, non potrà circolare a velocità Gigabit, ma del resto questo sarebbe comunque inutile visto che ben difficilmente il collegamento a Internet o il traffico Wi-Fi richiederebbero una velocità simile.
Sono infine da escludere problemi di compatibilità con il software installato sui PC della rete. L’unico effetto sarà una velocizzazione dell’I/O, che non può provocare problemi a programmi applicativi, salvo particolarissime eccezioni legate a uno squilibrio (con conseguenti code e congestioni) fra il veloce flusso di dati e un’insufficiente capacità di elaborarli o memorizzarli.
